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Masterclass – MANFREDO DI ROBILANT

aprile 4 @ 18:00 - 19:30

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L’ingresso dell’utopia nelle facoltà di architettura in Italia.

Roma 1963, e la prevalenza delle matite sui mattoni

Nel 1963 la facoltà di Roma è teatro di una contestazione studentesca che ne prende di mira il ruolo istituzionale, giudicato isolato dalla realtà, e l’impostazione didattica, giudicata anacronistica. Bersaglio perfetto della protesta è il “piccolo edificio in muratura a pianta centrale” che Saverio Muratori, ordinario di composizione, fa progettare agli studenti ogni anno, chiedendo di pensarlo fino all’ultimo mattone, a prescindere da ogni considerazione sul programma e da ogni contatto con le pratiche edilizie correnti.

Gli studenti contestatari cercano modelli che possano essere usati come radicali alternative: le loro bandiere sono da un lato Louis Kahn con la sua ricerca di forme archetipiche, che paiono adatte a esaltare ogni programma con cui le si voglia occupare, e dall’altro lato i Metabolisti, prima avanguardia architettonica non-occidentale, per cui l’innovazione tecnologica è un valore in sé.

Nella ricerca di una formula antidotica allo status quo, gli studenti estraggono dalle forme archetipiche di Kahn le potenzialità simboliche più che quelle pratiche, trasformandole in una grammatica figurativa da coltivare attraverso il disegno; dei Metabolisti colgono la fascinazione per la grande scala.

La sintesi dei due modelli conduce alla predilezione per progetti a scala territoriale, disegnati come strumenti di critica culturale e politica e concepiti per essere disegnati più che per essere costruiti, trasformando l’architettura in attività di teoresi, prima e più che di prassi.

Dettagli

Data:
aprile 4
Ora:
18:00 - 19:30

Luogo

Aula Benvenuto

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